lunedì 25 maggio 2009

Episodio di intolleranza xenofoba su corriera Casella Genova


Questa mattina, sull'onda della crescente xenofobia imperversante sull'Italia un fatto grave considerando le conseguenze umane di una povera famiglia di immigrati costretti a lasciare il proprio paese per vivere.
LA donna sudamericana è stata oggetto di lanci di materiali di diverso tipo, derisioni e frasi intolleranti, fino al punto che, notando la figlia piu avanti per andare a scuola piangente, inizia ad alzarsi e protestare.
Le provocazioni continuano anzi aumentano, fino al punto che dopo un richiamo placato da parte mia a finire la belle esibizione di "razza pura" si alza una donna, mentre salgono delle persone, una per la verità. Poche parole, sembra inizi la calma, ma dopo pochi minuti l'esibizione di stampo ariano continua. Un richiamo all'autista, incurante, fino a che decido che non posso per coerenza e per rigetto personale contro ogni forma di razzismo stare a guardare. Intervengo, avendo ben visto gli autori e l'autore principale della "marcetta" stile ventennio, e un baldo giovane mi invita a un confronto tra me e lui. Sinceramente non mi aspettavo di meglio, oviamente sull'invito ho agito con la testa dei 50 anni quasi che ho, contro la baldanza del bulletto vestito di nero.
Interviene anche mio figlio in mia difesa, finisce tutto li, con il coretto "guarda come dondolo a testa in giu..."
Dopo l'agressione di Brignole, avuta per mano di fascistelli contro di me e mio figlio, ho imparato che non c'è dialogo e che i fascisti o chi di mentalità fascista, agiscono proprio come la canta la canzone, escono dalle fogne di nascosto, colpiscono, fuggono.
Questi episodi di intolleranza vanno condannati, respinti, ostacolati , combattuti.
Una mentalità comunista non può tollerare che un fratello proletario possa essere oggetto di umiliazione da parte di presunti italioti. Ho qualche fratello italiano, se proletario, ho molti fratelli nel mondo, se proletari. Esistono le classi, esistono i manipolatori e i manipolati.
Proletari di tutto il mondo , unitevi, non è uno slogan, è un'idea di fratellanza.
Una bella idea contro l'individualismo odierno, ricorrente , razzista, xenofobo, pericoloso.

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